Pubblicità

Gli aggressori…e i loro rituali…parte 2

 

Riconoscere l’aggressore o il potenziale aggressore è una questione molto importante…a volte può fare la differenza tra la vita e la morte.

Bene…hai visto che la situazione in cui ti trovi al momento non è delle migliori…

 

Cosa puoi fare per evitare un’escalation della violenza?

Nel caso delle occhiate sommarie o fortuite è bene:

·         non mantenere il contatto visivo
·         fare un cenno di saluto
·         fare eventualmente un piccolo sorriso
·         alla domanda: “che cos’hai guardare?” rispondi: “mi sembrava di conoscerti!”
Questo dovrebbe…ma non è sicuro ovviamente, interrompere il rituale dell’aggressore e farlo desistere dal portarti un attacco.
Spesso lo manda un attimo in confusione permettendoti la fuga.
Lo sguardo di sfida.
C’è anche chi di proposito ti sfida con lo sguardo… Anzi, va in cerca di lanciare la sfida con lo sguardo…anche questo è l’inizio di un rituale che di solito porta ad una aggressione.
Cosa che normalmente vogliamo evitare e vuoi evitare per tutte le conseguenze che implica.
Ci sono dei comportamenti che puoi adottare in queste circostanze
·         cammina a testa alta, dando un’impressione di sicurezza
·         evita di incrociare gli sguardi senza mai abbassare il capo
·         se gli sguardi si sono già incrociati, interrompi subito il contatto e guadagna spazio
·         se dovesse portarti a un diverbio volgare e sgarbato, non abboccare al tranello  
Da quello che puoi capire, però, evitare lo sguardo di sfida significa evitare la situazione di sfida.
Ricorda che se “il tizio” o “i tizi” nonostante tutto si avvicinano pericolosamente, o ti prepari alla fuga, o ti prepari a combattere.
Ma il combattimento deve sempre essere “l’ultima ratio”…l’ultima opzione, perché, di solito porta sempre gravi conseguenze… 
La sfida verbale
Se un tizio ti insulta, soprattutto senza motivi evidenti…è chiaro, lo fa apposta per provocarti…
Se gli risponderai per le rime, anche se potrebbe essere giustificato, sarà da lui visto come un “assenso” allo scontro fisico, proprio lo scopo che voleva ottenere.
E’ chiaro che in questi casi il conflitto inizia come pensiero nella testa di chi ti vuole aggredire, senza che tu ne conosca o capisca il motivo.
Oltre agli sguardi, le offese e le provocazioni verbali possono essere rivolte a persone a te vicine, ad esempio alla fidanzata, moglie o ai  figli.
Cosa provi in questi casi?
·         sicuramente rabbia e irritazione
·         orgoglio ed ego feriti
·         sensazione di esplodere
·         profonda frustrazione
Ovvio che l’energumeno che ti vuole aggredire cerca di crearti una profonda ferita nell’orgoglio,  tale da indurti a reagire.
Ricordati che in questo caso tu sei la preda.
Il provocatore è come un pescatore che getta un’esca – la provocazione.
E se reagisci alla provocazione, tu – la preda – hai abboccato! E “lui” è riuscito nel suo intento.
Cadere nella trappola di una provocazione significa agire esattamente come l’altro spera che tu  agisca.
Significa entrare in uno schema già predefinito e direi anche “collaudato” da chi ti ha “lanciato la sfida”.
E qui ti ribadisco delle cose che ho già scritto in altri post, ma che vanno sempre considerate con la massima attenzione e priorità:
·         l’aggressore o gli aggressori sono persone violente
·         sono abituate alla violenza
·         non temono la legge
·         non  gliene frega niente se tu non torni più a casa da tua moglie o dai tuoi figli
·         non gliene frega niente se finisci in carrozzella o riporti lesioni personali anche gravi
·         non gliene frega niente se spenderai 10.000 euro dal dentista che lui/loro non ti torneranno
·         non gliene frega niente che…e qui potrei continuare
LUI, l’aggressore  sa benissimo che se tu reagissi  saresti molto probabilmente  sopraffatto, perché
·         sa bene fino a che punto è capace a spingersi con la sua violenza
·         sa di avere a disposizione degli “alleati” su cui contare
·         conosce bene la sua forza fisica
·         forse ha delle armi che non si farà scrupolo di usare
·         ha una certa “esperienza” in queste cose che tu non hai
Ma la partita non è ancora persa…
A presto
Ermes