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Prevenire…Prevenire …e ancora prevenire…parte 3

La realtà e che non sai mai chi ti trovi di fronte…

Torno su questa frase perché è un po’ il centro del nostro ragionamento.
Certo, prevenire le aggressioni e/o gli atti brutali e violenti sembrerebbe una cosa improbabile, al limite dell’impossibilità, così come al momento non è possibile prevedere certe catastrofi naturali come terremoti, tsunami e simili.
Ma allora tutto il discorso sulla prevenzione potrebbe essere inutile, a meno di non considerare quello che la gente, o almeno le persone comuni spesso dimenticano e che possiamo riassumere in queste circostanze:
1)      Trovarsi in certe situazioni
2)      Certi comportamenti
Per quanto riguarda il punto 1, possiamo dire che ognuno di noi, nel normale scorrere della propria vita può trovarsi in certe circostanze, anche normali, ma che possono poi sviluppare eventi e situazioni pericolose.
Ad esempio  
·         Attraversare o trovarsi di sera/notte in luoghi bui, isolati
·         Passare per delle zone o dei quartieri considerati “a rischio”
·         Svolgere dei lavori “adesso” considerati pericolosi, come i controllori dei bus o treni
·         Incrociare, anche casualmente, persone alterate da droghe o alcool
·         Diverbi, alterchi fortuiti con sconosciuti che diventano litigi
·         Incontri con il “bullo” o peggio con il “branco” del quartiere
·         Guidare nel traffico caotico e congestionato
·         Altre cose che possono capitare…
 
Per quanto riguarda il punto 2, e questo forse non ti piacerà, possiamo dire che certi comportamenti violenti altrui sono la conseguenza o la risposta a certe nostre azioni,  non è importante se inconsapevoli o consapevoli,  involontarie o volontarie.
Abbiamo già detto che prevenire è meglio che curare, quindi se c’è stata una aggressione significa che da parte della persona aggredita, piuttosto che dall’aggressore, vi sono stati dei comportamenti e delle azioni che hanno favorito il tragico evento piuttosto che allontanarlo.
E come puoi vedere, quando i punti 1 e 2 convergono succede spesso che la persona  aggredita, forse distrattamente non ha “letto chiaramente” la situazione, alzando la tensione della circostanza e  
a)      non ha dato ovviamente attenzione ad alcuni comportamenti sospetti del futuro aggressore; ad esempio un tizio che mi sta osservando e seguendo mentre passeggio.
b)      non ha considerato correttamente l’importanza dell’ambiente e del contesto in cui si trovava; ad esempio mi trovo in un bar malfamato mentre alcuni avventori stanno litigando.
c)      si era lasciata trascinare in un battibecco senza uscita fatto di invettive, calunnie, pretese; ad esempio nel traffico per una mancata precedenza.
d)     ha tenuto dei comportamenti o delle condotte che hanno “facilitato” un determinato soggetto ad aggredire; ad esempio porto il taccuino nella tasca in vista, oppure se una donna o ragazza veste in modo provocante.
Il punto d) non vuole essere una accusa alle donne per il loro modo di vestire, ovviamente. Ogni donna dovrebbe poter indossare gli abiti che più le aggradano, ma qui parliamo di prevenzione e non possiamo per forza di cose tralasciare questo aspetto….
Come sempre commenti, pareri e critiche (costruttive) sono ben accetti…
Alla prossima…
Ermes